Anna Maria Poggi, lei è giurista e docente universitaria, e da giugno 2024 guida come presidente la Fondazione CRT. Che ruolo svolge la Fondazione nel panorama italiano e che obiettivi vi siete dati?
«Oggi la Fondazione CRT è la terza fondazione bancaria in Italia, con un patrimonio che nel 2025 ha raggiunto 2,69 miliardi, in crescita del 7,5% rispetto al 2023. Questo risultato non è solo numerico, significa poter supportare progetti di grande scala, capaci di incidere concretamente sulla vita delle comunità. La nostra capacità finanziaria ci consente di intervenire in maniera strutturale e di contribuire a costruire infrastrutture sociali, culturali ed economiche durature. Il valore delle fondazioni oggi è tangibile, ma anche strategico supportando il Paese con risorse aggiuntive capaci di generare un impatto concreto».
È vero che la filantropia sta cambiando. In che modo?
«La filantropia contemporanea non si limita più alla semplice erogazione di fondi. È diventata uno strumento strategico per affrontare sfide complesse come innovazione sociale, disuguaglianze, sostenibilità ambientale e inclusione. Le fondazioni creano reti e collaborazioni tra soggetti pubblici e privati, supportano start-up, promuovono la cultura dell’innovazione e sostengono modelli di sviluppo sostenibile. Oggi infatti aprirsi al contesto internazionale è fondamentale: confrontarsi con altre realtà permette di condividere esperienze, strumenti e soluzioni efficaci, rendendo più incisivo l’impatto locale e contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia nella filantropia europea».
Ma quali sfide internazionali influenzano anche le realtà locali?
«Le tensioni geopolitiche, le incertezze economiche e le emergenze climatiche ridefiniscono le priorità anche a livello locale. In Italia, ciò significa affrontare stabilità incerta e rafforzare fiducia e partecipazione civica, soprattutto tra i giovani».
L’apertura internazionale è quindi strategica anche per la Fondazione CRT?
«Assolutamente sì. Le grandi sfide non conoscono confini. Confrontarsi con altre realtà consente di apprendere, condividere soluzioni e sviluppare approcci più efficaci. Il Forum Philea, il principale appuntamento europeo della filantropia, rappresenta un’occasione straordinaria: il prossimo anno lo portiamo a Torino, alle OGR, trasformando la città in un laboratorio internazionale di competenze, innovazione e reti collaborative».
La Fondazione ha scelto tre parole chiave: Cura, Crescita e Meraviglia. Cosa rappresentano?
«Sono il nostro manifesto di valori. La Cura valorizza welfare e inclusione, la Crescita riguarda istruzione e innovazione, la Meraviglia promuove arte e cultura come strumenti di coesione e sviluppo. Guidano la nostra programmazione operativa e il nostro programma pluriennale, traducendo le istanze del territorio in progetti concreti e innovativi».
E in termini concreti, quali risorse mette a disposizione la Fondazione per il 2026?
«Per il 2026 disponiamo complessivamente di 120 milioni di euro: 80 milioni per le attività ordinarie e 40 milioni per componenti straordinarie, con ulteriori 30 milioni da risorse accantonate nel 2025. Di questi, 80 milioni saranno destinati alle tre aree strategiche – Arte e Cultura, Ricerca e Istruzione, Welfare e Territorio – incluse le attività realizzate in OGR tramite le nostre società strumentali. Queste risorse ci permettono di avviare nuove progettualità pluriennali, sostenere innovazione sociale e tecnologica e consolidare i programmi più ambiziosi».
Come la Fondazione favorisce innovazione e sviluppo economico locale?
«Collaboriamo con università, enti di ricerca, imprese e start-up. Alle OGR Tech abbiamo creato un ecosistema che ogni anno supporta 140 start-up e che fino a oggi ha catalizzato 480 milioni di euro. Altri esempi concreti sono la Digital Revolution House, realizzata con il Politecnico di Torino e l’AI4I, la collaborazione con ISI Foundation e la Comunità Energetica Rinnovabile, che coniuga innovazione, sostenibilità e sviluppo economico».
Per questo la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT assumerà un ruolo centrale?
«Sì. Nata nel 2007 come mission-related investment della Fondazione CRT, realizza investimenti a impatto sociale in settori strategici come rigenerazione urbana, innovazione e start-up, sviluppo economico e sociale. Integra filantropia e attività economiche, combinando risorse finanziarie pazienti con un accompagnamento graduale dei progetti, stimolando lo spirito imprenditoriale e modelli di impresa sostenibile capaci di generare valore sociale reale. Dalla sua costituzione, la Fondazione Sviluppo e Crescita ha investito circa 179 milioni di euro».
Qual è il valore aggiunto per il territorio e le comunità?
«È una leva strutturale per trasformare idee e risorse in azioni concrete. Trasferisce competenze, crea reti, promuove innovazione tecnologica e sociale e contribuisce a costruire un ecosistema imprenditoriale sociale, valorizzando sia le imprese sia i cittadini meno privilegiati».
Le OGR sono oggi uno dei progetti più emblematici della Fondazione CRT. Come si configurano come polo di innovazione e quale ruolo giocano per la città e il territorio?
«Le OGR (Officine Grandi Riparazioni) rappresentano oggi un polo di innovazione scientifica, tecnologica e culturale, aperto alla città. Si tratta dell’intervento più rilevante della Fondazione CRT sul territorio, un punto di riferimento e benchmark per altre istituzioni, nonché un’opportunità di crescita e sviluppo per le attività culturali, imprenditoriali e sociali. Sono inoltre la sede naturale per lo sviluppo dei programmi più innovativi che la Fondazione CRT elaborerà in futuro».
Proprio alle OGR con Acri avete avviato un dialogo sui nuovi fondi europei. Qual è l’obiettivo di questo confronto?
«L’obiettivo principale è trasformare il grande potenziale dei fondi Ue del nuovo ciclo 2028-2034, che mette a disposizione circa 1.800 miliardi di euro, in opportunità concrete per i territori italiani. Alle OGR abbiamo promosso un confronto tra istituzioni, enti locali, imprese e società civile per condividere best practice, strumenti di progettazione e strategie per costruire partenariati internazionali. Insieme ad Acri vogliamo svolgere un ruolo strategico in questo, non solo informando sui programmi e sulle risorse disponibili, ma supportando direttamente enti, imprese e associazioni nella progettazione europea, attraverso strumenti operativi come la piattaforma EUknow.it. In questo modo i fondi europei possono tradursi in investimenti, innovazione e crescita economica reale, rafforzando la competitività dei territori».
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